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Una novità? Ingabbiamola subito!

Una novità? Ingabbiamola subito!

Circolano ormai da diversi mesi e le nostre città si sono riempite di piccoli rivenditori. Le sigarette elettroniche (E-cig) sono diventate una moda per tanti cittadini. Sono fatte di vapore e aromi, non bruciano e non puzzano. Ci sono consumatori entusiasti che vedono lo ‘svapo’ come una alternativa al fumo di tabacco. Altri ancora, sornioni, che sognano di gustarle anche nei locali chiusi dove le sigarette sono proibite.

Ma mentre il tabacco frutta alle casse dello Stato poco più di 14 miliardi di Euro, le nuove sigarette elettroniche -che di tabacco non ne contengono- non fruttano introiti, se non per l’iva imposta sul commercio.

Puntuale è arrivata quindi la proposta di tassarle come le sigarette tradizionali, e recuperare così un po’ del mancato gettito generato dall’abbandono del fumo da parte di molti.

Ma le sigarette elettroniche non erano presentate come un’alternativa meno dannosa al fumo tradizionale? In quanto tali potrebbero essere essere vendute anche nelle tabaccherie.

Invece la revisione della direttiva sui prodotti del tabacco in discussione a livello europeo vorrebbe assimilare le sigarette elettroniche ad un medicinale. In tal modo potrebbero essere vendute solamente nelle farmacie.

Nel frattempo le sigarette elettroniche vengono bersagliate da nuove leggi e ordinanze. Come accaduto per ogni novità apparsa in commercio è scattata l’ossessione regolativa: E-Cig vietate ai minori, vietate in quasi tutti gli edifici pubblici, sui mezzi, e chi più ne ha più ne metta. Ancora non si sa se abbiano o meno conseguenze negative sulla salute o se siano in effetti molto meno dannose del fumo, ma anziché promuovere ricerca e studi, nel dubbio.. meglio vietare tutto!

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