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Una linea di confine per proteggere l’individuo dallo stato protettore

Una linea di confine per proteggere l’individuo dallo stato protettore

Sulla prima pagina del Corriere della Sera di domenica 9 giugno un editoriale di Ainis riprende le argomentazioni del nostro manifesto: “fin dove può spingersi la protezione dello Stato? Ed è lecito che lo Stato ti protegga, non solo dagli altri, bensì pure da te stesso? Succede quando al divieto di fumo s’accompagna un interdetto per le bibite gassate, o castighi fiscali per gli obesi. Quando insomma il salutismo converte il diritto alla salute in un dovere: sicché lo Stato, per salvarti la pelle, t’impedisce di vivere. Anche in questo caso è la privacy che va a farsi benedire, non meno che durante un’intercettazione telefonica”.
La nostra privacy non è invasa e messa a rischio solamente dalle intercettazioni, ma anche dall’invadenza dello Stato che si arroga il diritto di decidere cosa e giusto e cosa è sbagliato per la nostra salute. Noi chiediamo di essere informati, ma di poter mantenere “il diritto d’essere lasciati soli. Anche nelle proprie scelte, nei propri stili di vita”. Va mantenuto un argine che ci difenda dall’invadenza dei poteri pubblici e privati, che segni una chiara linea di confine in grado di proteggere l’individuo dallo Stato protettore.

Leggi l’editoriale completo di Michele Ainis

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