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Una bibita gassata è più pericolosa di un fucile?

Una bibita gassata è più pericolosa di un fucile?

È di queste ore la notizia dell’ennesima tragedia legata alla circolazione pressoché incontrollata di armi, anche di grosso calibro, nelle case degli americani.

Un ragazzino di 13 anni ha gravemente ferito la sorellina di sei giocando con il fucile del padre.

Solo pochi giorni fa era stato un altro bambino americano ad uccidere, questa volta con un fucile giocattolo regalato dai genitori, la sorella di due anni.

Eppure il Senato USA ha votato contro il parere del Presidente Barack Obama respingendo la proposta di limitare la circolazione di armi da fuoco.

Quello che invece sembra preoccupare i legislatori statunitensi è la crociata contro gli alimenti calorici.

Il sindaco di New York Michael Bloomberg ha vietato la vendita di bicchieri di bibite zuccherate di volume superiore a 470 ml circa (meno di mezzo litro), pena un’ammenda di 200 dollari. Lo ha fatto per “tutelare la salute dei suoi cittadini”. Anche se il giudice della Corte Suprema ha bocciato il provvedimento, perché arbitrario e di difficile applicazione a causa delle molte eccezioni, potrebbe trattarsi di uno stop solo temporaneo .

Con la scusa di imporre una vita più sana, si mettono a punto divieti e leggi per modificare la vita dei cittadini. Con il risultato che si contrastano come pericolosissimi i comportamenti personali che ricadono solo sulla propria vita, mentre strumenti di offesa e di rischio autentico per il prossimo, come le armi, circolano liberamente difese da una potente lobby.

Ne è nata una campagna significativa: in Usa sono vietati gli ovetti di cioccolato (rischiose per i bambini), il gioco del dodgeball – palla prigioniera – (troppo violento) e i libri di Cappuccetto Rosso illustrati (la bimba ha un fiasco di vino nella cesta). Nulla da dire sui fucili per i più piccoli.

Il link alla campagna qui

Possono esistere divieti più assurdi?

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