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Un grande classico: la curvatura delle banane.

Un grande classico: la curvatura delle banane.

La legislazione europea in fatto di prodotti agricoli è la più famosa fonte di incredibili storie sull’assurdità di certa burocrazia che vorrebbe regolare fino agli aspetti più minuti della nostra spesa.

La storia della curvatura delle banane è diventata forse la più famosa, una specie di leggenda sempre citata quando si vuole evocare un regolamento cavilloso e –spesso– inutile.
Ma esiste davvero?
In realtà, dal 2008 la Commissione Europea ha fatto marcia indietro, liberalizzando la vendita di 26 prodotti ortofrutticoli e abolendo gli standard comunitari di misura e dimensione così tento criticati. Un segnale di cambiamento e un modo per tagliare la burocrazia e abbassare i prezzi, con l’introduzione sul mercato di vegetali prima considerati non di prima scelta e scartati.

L’idea era quella di garantire standard comuni in tutto il mercato europeo. Il risultato però era stato l’avvento in cucina e nel supermercato di righello e compasso, oltre che di una fiornete stampa sarcastica.

Un esempio? Il Regolamento sulla misura delle banane verdi. Eccolo qui un estratto del vademecum della buona banana: “Il calibro è determinato: – dalla lunghezza del frutto, espressa in centimetri e misurata lungo la faccia convessa, dal punto in cui il peduncolo si inserisce sul cuscinetto fino all’apice; – dal grado, cioe’ dallo spessore, espresso in millimetri, di una sezione trasversale del frutto praticata tra le facce laterali e nel mezzo del frutto stesso, perpendicolarmente all’asse longitudinale”(1).

Per fortuna la musica è cambiata, ma non si sa mai, la tentazione della burocrazia c’è sempre. E tocca a noi vigilare affinche ognuno di noi possa sempre scegliere la banana che preferisce.

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(1) Banane verdi (Regolamento n. 2257/94). La prima cosa che apprendiamo in base al regolamento è che le banane verdi devono essere verdi. Quindi: sode, sane, pulite, praticamente prive di sostanze estranee visibili (tutte le sostanze invisibili si facciano sotto), prive di odore e/o sapore estranei (bando alle banane che profumano e sanno di cozze), ma soprattutto prive di malformazioni e normalmente ricurve. Fino a dove è lecito che una banana si curvi? Abbiamo cercato l’allegato o il comma che ci spiegasse la curvatura giusta, quella normale, ma stranamente, niente da fare. Ma quello che conta di una banana è il calibro, da questo dipende la sua classificazione EXTRA, I o II. Per misurarlo ecco le semplici regole da eseguire (anche a casa): “Il calibro è determinato: – dalla lunghezza del frutto, espressa in centimetri e misurata lungo la faccia convessa, dal punto in cui il peduncolo si inserisce sul cuscinetto fino all’apice; – dal grado, cioe’ dallo spessore, espresso in millimetri, di una sezione trasversale del frutto praticata tra le facce laterali e nel mezzo del frutto stesso, perpendicolarmente all’asse longitudinale. Il frutto di riferimento che serve a misurare la lunghezza e il grado è il seguente: – il frutto mediano, situato sul lato esterno della mano; – il frutto che si trova accanto al taglio con cui è stata sezionata la mano, sul lato esterno del frammento di mano. La lunghezza minima e il grado minimo sono fissati rispettivamente a 14 cm e 27 mm.” Semplice, no? Non rimaneteci male se quelle che avete a disposizione non rientrano tra quelle extra…. non prendiamoli troppo sul serio, questi europei!
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