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Un aiuto al contrabbando?

Un aiuto al contrabbando?

In occasione della presentazione del consueto rapporto annuale sullo stato della filiera del tabacco di Nomisma, il responsabile Area di Ricerca Agricoltura e Industria alimentare dell’istituto bolognese, Denis Pantini, è stato intervistato da AdnKronos/Labitalia sul tema della Direttiva sui Prodotti del Tabacco, attualmente in revisione al Parlamento Europeo e sulla quale abbiamo lanciato la nostra petizione. Pantini ha evidenziato tutte le sue criticità sulla proposta. E le sue dichiarazioni, che riportiamo, condividono uno dei punti che secondo noi rende sbagliata la revisione della direttiva, quello sulla malavita e sulla contraffazione. Leggi il parere di Nomisma, i 5 motivi per dire No alla direttiva e firma anche tu la petizione.

“La revisione della ‘direttiva sui prodotti del tabacco’ prevede molte proposte e ci sono alcuni aspetti che possono incidere molto negativamente sulla nostra filiera del tabacco, già messa in crisi dalla riforma della Pac e dal difficile momento economico, e addirittura favorire il commercio illegale”.  Denis Pantini, responsabile Area di Ricerca Agricoltura e Industria alimentare di Nomisma, fa il punto con Labitalia sullo stato della filiera del tabacco, alla luce dei dati diffusi oggi proprio da Nomisma.

Dalla revisione della direttiva, dice il Rapporto Nomisma, “derivano importanti incognite sul futuro della filiera del tabacco”. “Intanto – spiega Pantini – l’imposizione di un pacchetto ‘neutro’, senza marchio, e l’imposizione di immagini dissuasive possono incidere su un aumento del commercio illegale, per più motivi. Il primo è la maggiore facilità di contraffazione e il secondo è l”affezione’ del consumatore verso il brand preferito che può spingerlo verso il mercato illegale”.

A risentire negativamente di questa misura sarebbero anche le rivendite. “I tabaccai attualmente hanno dei loro ricavi dal brand. Abbassando questi ricavi andrebbero in crisi molte tabaccherie, soprattutto quelle marginali”, avverte.

“Le difficoltà della filiera del tabacco in Italia – evidenzia Pantini – si sono accentuate per varie cause che interessano le fasi della filiera stessa. Per quanto riguarda la coltivazione del tabacco, questa è diminuita soprattutto a causa delle modifiche intervenute negli aiuti della Pac dopo il 2010. Quella del tabacco è una coltura ‘labour intensive’, richiede molta manodopera e molte piccole aziende, soprattutto al Sud, sopravvivono grazie all’aiuto”.
Poi c’è stata la scure della crisi. “E’ stata di fatto smentita la teoria che la ‘domanda di fumo è rigida, non elastica’ – conclude Pantini – e si è riaperto il fronte del commercio illegale, questa volta però con un duplice risvolto: non solo contrabbando, ma anche contraffazione”.

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