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Triste ritorno al passato

Triste ritorno al passato

Francesco Calderoni su Formiche di luglio

L’intervento dello Stato ha portato il contrabbando dei tabacchi all’1-2% del mercato verso la metà degli anni 2000. Ora si assiste a una risalita dell’illecito, con nuovi fenomeni emersi. La contraffa- zione che consiste nella produzione di sigarette con marchi o contrassegni di proprietà di altri soggetti e le illicit whites, sigarette prodotte legalmente in alcuni Paesi o zone di libero scambio, ma che in genere non sono immesse nel commercio legale in nessun Paese, o quasi

Il traffico di tabacco è un fenomeno illecito che in Italia ha radici risalenti a diversi decenni fa. La realtà dipinta da Vittorio De Sica nel film Ieri, oggi, domani, in cui Sofia Loren interpretava Adelina Sbaratti, una giovane donna venditrice di sigarette di contrabbando nelle strade di Napoli, rappresentava la condizione di migliaia di italiani durante quegli anni. Anche le mafie, prima Camorra e Cosa Nostra e poi la criminalità pugliese, hanno sfruttato il traffico di tabacchi per arricchirsi e sviluppare le rotte che saranno poi usate per altri traffici illeciti. Oggi, il traffico illecito di tabacco si è evoluto e comprende diversi tipi di comportamenti illeciti.

La forma più antica e ancor oggi più diffusa di traffico illecito è il contrabbando dei tabacchi. Si tratta di un fenomeno che, a partire dal secondo dopoguerra, aveva assunto dimensioni rilevanti, in particolare al sud. Questa attività forniva sostentamento a numerose persone, che da essa derivavano i mezzi per vivere. Oltre a Napoli, dove la criminalità piccola, come organizzata, distribuiva il tabacco dopo averlo scaricato dalle navi che stazionavano al largo delle coste tirreniche, negli anni successivi si sono sviluppate rotte anche sul versante adriatico.

Queste hanno raggiunto livelli rilevanti e in particolare in seguito alla caduta del Muro di Berlino e all’apertura dei traffici con i Paesi sull’altra costa del Mare Adriatico. In queste aree, il contrabbando negli anni Novanta aveva raggiunto livelli molto elevati ed era abbastanza comune notare nelle strade delle città italiane venditori abusivi di sigarette di varie marche. A partire dalla fine degli anni ‘90, la consapevolezza del problema e la necessità di porvi rimedio hanno portato ad interventi decisi da parte delle autorità italiane. Oltre ad un’efficace azione giudiziaria e all’introduzione di reati con pene più severe nei confronti dei trafficanti di prodotti del tabacco, lo Stato ha intrapreso anche un’azione di monitoraggio e controllo ad ampio raggio, con l’invio delle forze armate nelle regioni maggiormente colpite dal fenomeno (Operazione primavera). Questo intervento deciso ha portato nel giro di pochi anni ad una grande riduzione del contrabbando dei tabacchi che da cifre vicine all’8-10% del consumo nazionale è crollato a valori molto bassi, intorno all’1-2% del mercato verso la metà degli anni 2000. Oltre all’intervento delle autorità, durante gli stessi anni anche i controlli nei confronti dei produttori e distributori di prodotti del tabacco sono notevolmente migliorati. In particolare, sono state introdotte nuove tecnologie per la tracciabilità dei prodotti del tabacco che consentono un monitoraggio costante della filiera produttiva, evitando lo sviamento fraudolento dei prodotti dalla catena di distribuzione.

Negli ultimi anni sono emersi nuovi fenomeni collegati al traffico di prodotti del tabacco. La prima novità è stata l’emergere delle sigarette contraffatte. La contraffazione consiste nella produzione di sigarette che portano illegittimamente marchi o contrassegni di proprietà di altri soggetti. Questi prodotti non sono fabbricati all’interno della filiera legale del tabacco, ma sono spesso prodotti da fabbriche clandestine, in condizioni igieniche e qualitative precarie. Spesso questi prodotti sembrano provenire da Paesi in cui il prezzo dei prodotti legali è molto basso, come l’Europa dell’est e l’Africa del nord. In questo modo, l’inganno ai danni del consumatore è duplice: gli si fa credere di poter acquistare un prodotto di alta qualità a basso prezzo e che questo sia dovuto al fatto che le sigarette provengano da Paesi a basso costo. Dalla fine degli anni ‘90, le sigarette contraffatte sono aumentate. Allo stesso tempo, la diffusione di tecnologie di stampa e riproduzione sempre più avanzate ha consentito di produrre falsi molto simili ai prodotti originali. Uno dei Paesi che ha un ruolo fondamentale nella produzione di sigarette contraffatte è la Cina. Tuttavia, il ruolo del gigante asiatico sembra essersi ridotto negli ultimi tempi, in seguito alla ristrutturazione e all’ammodernamento del settore manifatturiero del tabacco (la China national tobacco corporation è il primo produttore mondiale di sigarette). Di recente sono state scoperte numerose fabbriche clandestine anche all’interno dell’Unione europea. L’ultimo fenomeno di rilievo all’interno del traffico illecito di tabacco, è quello delle illicit whites. Si tratta di sigarette prodotte legalmente in alcuni Paesi o zone di libero scambio, ma che in genere non sono immesse nel commercio legale in nessun Paese, o quasi. Sono infatti sempre distribuite illegalmente, per esempio esportandole verso i mercati dove i prezzi dei prodotti del tabacco sono elevati. La difficoltà nel combattere questo fenomeno sta nel fatto che il produttore non viola la legge dello Stato dove risiede; spesso possiede connessioni a livello politico che lo proteggono da tentativi di sanzione. Le richieste di collaborazione da parte dei Paesi destinatari si scontrano con il rifiuto delle autorità di quelli produttori. Questi prodotti si sono così diffusi in diversi Paesi, diventando talvolta famosi presso i consumatori (ad esempio i marchi Jin Ling, American Legend e Prestige hanno ottenuto una certa notorietà). Anche in Italia questo fenomeno ha assunto dimensioni rilevanti e molte delle sigarette sequestrate dalle autorità sono illicit whites. Di recente, si assiste ad un aumento del traffico di tabacco. Questo può essere forse causato dalla crisi economica che ha portato i consumatori ad essere più sensibili al prezzo crescente dei prodotti legali e alle possibilità di risparmio fornite dal tabacco illecito. Secondo le ultime stime nel 2012 il tabacco illecito è risalito, giungendo all’8,5% del consumo nazionale, come analizzato da Star report 2012 di Kpmg.

Il ritorno del traffico di tabacco dopo anni di contrasto efficace indica che questo commercio illecito è particolarmente dinamico e capace di sfruttare nuove opportunità. Questo segnala che le strategie e le misure per il controllo del settore illegale devono essere costantemente aggiornate per tenere il passo dei tempi.

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