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Trilogo, la Commissione europea vuole punire le e-cig

Trilogo, la Commissione europea vuole punire le e-cig

Dopo il voto in plenaria dell’Europarlamento dello scorso 8 ottobre, è in corso il negoziato tra lo stesso Parlamento Europeo, la Commissione e il Consiglio, il cosiddetto “Trilogo”. Questa fase si svolge a porte chiuse e per questo è difficile, se non impossibile, sapere cosa ci sia sul tavolo delle trattative e le posizioni dei differenti attori. Tuttavia qualcosa è venuto fuori, e lo ha segnalato sul suo blog Clive Bates, noto policy maker britannico (ha lavorato per il governo inglese e per Greenpeace) riportando un position paper riservato della Commissione Europea sulla questione riguardante le sigarette elettroniche. Ebbene, nonostante il Parlamento abbia votato per la non equiparazione a prodotti medicali, secondo quanto riportato da Bates, la Commissione punterebbe a sconfessare il voto dell’assemblea, introducendo una serie di principi volti a rendere talmente restrittive le norme sulle sigarette elettroniche da rappresentare un bando della categoria, nonostante i suoi potenziali benefici in termini di riduzione del rischio fumo-correlato.

Nello specifico, la proposta della Commissione:

1. sottopone le sigarette elettroniche a molte delle previsioni della direttiva in merito ai prodotti del tabacco tradizionali, quindi di fatto limita sensibilmente la loro capacità di fornire un’alternativa al fumo
2. vieta tutti gli aromi ad eccezione di quelli già autorizzati per i prodotti che costituiscono terapia sostitutiva della nicotina (come i cerotti e le gomme alla nicotina), quindi di fatto inserisce una normativa applicabile ai prodotti farmaceutici in una direttiva sui prodotti del tabacco!
3. consente la sola vendita di sigarette elettroniche usa e getta, vietando invece la vendita di sigarette elettroniche ricaricabili, che rappresentano il segmento di mercato maggiormente in espansione, con il rischio di svilupparne il contrabbando ed estromettere dal mercato la maggior parte dei prodotti
4. vieta la vendita di liquidi contenenti livelli di nicotina al di sopra dei 20 mg/ml, quando la maggior parte dei prodotti attualmente sul mercato contengono circa 30 mg/ml, che è tra l’altro il livello fissato dal Parlamento Europeo
5. parla della necessità di standard di sicurezza e qualità sul prodotto senza però dare alcuna specificazione in merito
Secondo Bates – posizione che condividiamo – questa impostazione è sbagliata da quattro prospettive diverse:
a) dalla prospettiva del consumatore, al quale verranno imposte limitazioni su un prodotto che gradisce e permette di ridurgli il rischio fumo-correlato. E il mercato nero è dietro l’angolo
b) dalla prospettiva dell’imprenditore, che si vede minacciato nel suo business da eccessivi lacci e restrizioni, e dovrà dire addio alla sua libertà d’impresa
c) dalla prospettiva della saluta pubblica, visto che questo riduce la scelta ma non il rischio. Anzi, proprio per questo gli “svapatori” saranno tentati di rivolgersi a prodotti illegali che metteranno ancora più a rischio la loro salute
d) dalla prospettiva legale. Queste misure appaiono sproporzionate e non giustificate nell’ottica del libero mercato della UE. Inoltre, allontanandosi dal voto del Parlamento, questa iniziativa dovrebbe essere soggetta a consultazioni e dibattiti, e nulla di questo è stato fatto.

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