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Tatarella e Comi (PPE) contro la direttiva tabacco

Tatarella e Comi (PPE) contro la direttiva tabacco

Ci avviciniamo al voto della Direttiva sul Tabacco, previsto la prossima settimana al Parlamento Europeo. Il testo che verrà discusso comprende tra le altre cose: la scomparsa dei pacchetti da 10 sigarette, delle slim e di aromi e additivi (ad esempio il mentolo), la copertura dei pacchetti con immagini choc al 75% fronte e retro, il divieto della vendita transfrontaliera (per esempio i duty free, l’utilizzo delle sigarette elettroniche come prodotti medicali e quindi vendute solo nelle farmacie. La nostra posizione rimane contraria, e come noi la pensano oltre 17.000 italiani che hanno firmato la nostra petizione. Fortemente critici anche due europarlamentari del PPE, Salvatore Tatarella e Lara Comi, che voteranno contro. La nostra portavoce Annalisa Chirico ha raccolto le loro considerazioni:

Salvatore Tatarella: ”Abbiamo tentato di migliorare il testo della direttiva sui prodotti a base di tabacco in commissione. Abbiamo presentato decine di emendamenti, ma senza effetto. C’é palesemente un eccesso ideologico che, senza abbassare in alcun modo i danni provocati dal fumo, procurerà enormi problemi a migliaia di lavoratori della filiera, soprattutto in Italia

Lara Comi: ”È totalmente sbagliato credere che fare un pacchetto unbranded garantisca la sicurezza del consumatore. Lo confermano i recenti dati Censis. E’ altrettanto sbagliato negare al fumatore la libertà di poter scegliere. Possiamo imporre con una direttiva le regole di comportamento delle persone? Allora perché non vietiamo anche di giocare alle slot machine o di bere dell’alcol? Eliminando le sigarette slim le donne non fumeranno di meno ma opteranno per altri tipi di sigaretta. Bisogna inoltre incentivare le nuove tecnologie, ce ne sono alcune che consentono di passare dalla combustione al riscaldamento. La sigaretta avrebbe lo stesso sapore ma sarebbe meno lesiva per la salute. Detto questo, io penso che a Strasburgo la battaglia sarà molto dura. Sono soprattutto i Paesi del nord Europa a difendere questa direttiva

Abbiamo ancora qualche giorno per farci sentire, per difendere la libertà di scelta e di consumo. Firma e fai firmare la nostra petizione qui

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