Home » Blog » Tasse alte, burocrazia e troppe leggi favoriscono il mercato nero

Tasse alte, burocrazia e troppe leggi favoriscono il mercato nero

Tasse alte, burocrazia e troppe leggi favoriscono il mercato nero

di J.D. Tuccille per Reason Magazine – Traduzione de L’Indipendenza

Le attività non contabilizzate sono di nuovo in aumento in gran parte del mondo, secondo un nuovo rapporto sull””economia sommersa” essa comprende enormi pezzi delle economie di molte nazioni. Non c’è alcun bisogno di speculare sul motivo, dicono gli autori.

Le alte tasse e le rigide regolamentazioni hanno reso molto interessante e necessario per le persone mantenere i loro guadagni e poter svolgere le loro attività fuori dalla vista degli agenti del fisco e dei burocrati. Non a caso, il report raccomanda una riduzione del fisco e delle deregolamentazioni come chiavi per far sì che la gente torni nell’economia ufficiale, dove possa contribuire alle casse statali e (cosa ancora più importante) avere accesso alle assicurazioni, ai tribunali e ai vari vantaggi di poter operare apertamente.

Nella prefazione di The Shadow Economy, pubblicato dal britannico Institute of Economic Affairs, e dal direttore del programma editoriale dell’IEA, Philip Booth scrive:

«Come in questa monografia hanno mostrato due dei più importanti esperti al mondo in questo settore, il livello di imposta è uno dei principali fattori dell’attività economica sommersa. Se i governi mantengono aliquote fiscali basse, l’economia sommersa è probabile che sia più piccola. Inoltre, se le aliquote fiscali sono basse e l’economia sommersa più piccola, allora è più probabile che i cittadini pensino che il sistema fiscale sia ‘equilibrato’. Questo a sua volta solleva ‘la morale fiscale’ e riduce ulteriormente al ribasso l’economia sommersa».

Gli autori dello studio, Friedrich Schneider dell’Università Johannes Kepler di Linz in Austria, e Colin Williams dell’Inter-disciplinary Centre of the Social Sciences (ICOSS) all’University of Sheffield, sono ambedue delle autorità riconosciute sulle economie sommerse. Schneider, in particolare, è un’autorità sul campo quando si tratta di misurarle in tutto il mondo. Egli definisce praticamente lo standard per misurare l’attività economica che dovrebbe essere legale (se tassata e regolata) ma che è andata nascosta per ragioni che includono sempre tasse elevate e una strangolante burocrazia.

Negli ultimi anni, Schneider ed altri avevano riscontrato che le attività economiche sommerse stavano diminuendo in molti Paesi, forse perché in molti di essi le tasse erano calate e i regolamenti resi meno rigidi. Tale tendenza sembra però essere «in fase di stallo o addirittura invertitasi dopo il 2007». Di conseguenza, secondo i dati attuali del report, «l’economia sommersa è circa il 9-12% dell’attività economica complessiva, il che non è atipico per i Paesi anglosassoni, mentre livelli del 20-30% sono comuni nel Sud Europa».

Perché questo?.

«I principali indicatori dell’economia sommersa sono (in ordine): oneri fiscali e previdenziali, il morale fiscale, la qualità delle istituzioni dello Stato e la regolamentazione del mercato del lavoro. Una riduzione del carico fiscale rischia quindi di portare ad una riduzione delle dimensioni dell’economia sommersa. In effetti, un circolo virtuoso può essere creato da aliquote fiscali inferiori, meno lavoro nero, più alto morale fiscale; una maggior base fiscale dà la possibilità per tasse più basse. Naturalmente può anche essere creato un circolo vizioso in direzione contraria».

La tentazione per molti governi (e per i politici americani) è quello di operare per portare l’attività economica di nuovo sotto il controllo dello Stato, sotto il quale può essere tassata. Questa è una pessima idea, secondo il rapporto.

«Le politiche incentrate sulla dissuasione non sono suscettibili di essere particolarmente efficaci quando si affronta l’economia sommersa. L’economia sommersa è pervasiva e composta da un numero enorme di piccole ed altamente disperse transazioni. Dobbiamo anche stare attenti mentre si cerca di soffocare l’economia sommersa a non sradicare la formazione imprenditoriale e commerciale in essa presente».

Al posto del bastone, gli autori raccomandano la carota. In particolare, essi suggeriscono che sia semplice ed attraente per le attività e gli operatori contabilizzarle dichiarandole in assenza di penali.

«Ci sono enormi benefici potenziali permettendo ai lavoratori autonomi e alle piccole imprese di formalizzare le loro posizioni. Le aziende non possono fiorire se rimangono nell’economia sommersa. Esse potrebbero essere riluttanti a formalizzarla, specie se si tratta di ammettere delle inadempienze passate. Politiche utili sono: la riduzione della regolamentazione di conformità aziendale; amnistie; la fornitura di rifugi fiscali limitati per le attività informali di piccole dimensioni (come ad esempio la fornitura di finanziamenti fruttiferi a parenti e amici) permettendo alle aziende di formalizzarle utilizzando semplici modelli. Tali politiche hanno avuto successo in altri Paesi, e in misura limitata nel Regno Unito, con alti rapporti di costo-beneficio».

Naturalmente, fanno notare, questo funziona solo se lo status formale è interessante, cioè se le tasse le si abbassano e se i regolamenti facilitato l’economia emersa quale modo migliore, rispetto all’economia sommersa, per fare affari.

Mentre gli Stati Uniti hanno avuto tradizionalmente una bassa propensione all’economia sommersa rispetto ad altri Paesi, gli economisti e gli esperti americani hanno recentemente notato che essa sembra essere in crescita a passi da giganti, con un divario negli adempimenti fiscali dichiarati e i redditi degli americani guadagnati che arriva fino ai due miliardi di dollari.

Questo potrebbe essere dovuto al fatto che il governo degli Stati Uniti sta diventando, per dimensioni e rigidità nelle normative, come un governo europeo. Se gli Stati Uniti adottano il sistema fiscale e le normative di altri Paesi iper-governati, otteniamo anche le loro economie sommerse. Sorpresa!.

-
Tutti i post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *