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Sindaci, amministratori o azzeccagarbugli?

Sindaci, amministratori o azzeccagarbugli?

Se spesso le regole assurde ci vengono calate dall’alto da istituzioni come quelle di Bruxelles non sempre sentite vicino ai cittadini, molte altre nascono proprio dalla volontà di cavalcare problematiche e questioni che nascono nelle piccole realtà comunali.
Quando poi c’è di mezzo un sindaco che intende allargare a dismisura i propri poteri con la volontà di trasformarsi in uno sceriffo e fare ordine, ecco che le ordinanze e i provvedimenti fioccano.

Le più classiche sono quelle contro il consumo di bevande in orari serali e in spazi all’aperto.
No alle bottiglie, no ai bicchieri, no a stare seduti, no allo spostarsi da recinti prestabiliti, no ad appoggiare bevande, tutti a letto presto. Alla faccia della liberalizzazione degli orari.

Ma basta spulciare il regolamento di polizia urbana di una qualsiasi città per registrare un gran numero di divieti e norme spesso fuori dal tempo.

Guardando quello di Milano si scopre che
“L’apposizione d’orologi a forma di ventola viene concessa esclusivamente agli esercenti
d’orologerie ed oreficerie. La sporgenza dal muro non deve essere maggiore di cm.50 e l’altezza dell’orologio non deve superare eguale misura.” Meglio non far sapere che ore sono ai passanti..

E non so se tutti sanno che “In tempo di pioggia le tende non possono rimanere spiegate e devono essere levati i tavolini, le sedie, ecc. dai marciapiedi”, forse per tutelare la salute dei tavolini o di chi può aver voglia di sedervici sotto l’acqua.

Si può immaginare che sia vietato “fuori dei luoghi all’uopo destinati, ogni giuoco (palla, pallone, bocce”, ma persino la trottola!! Aspettiamo la predisposizione di un luogo destinato allo scopo, il trottolodromo, o il trottolatoio?

Ma sappiate anche che sono vietati gli “Sdruccioli sul ghiaccio” e che quando comprate un nuovo costume da bagno in vista dell’estate potreste non poterlo utilizzare nelle piscine comunali, se non apprezzato dalle autorità: “E’ vietato il nuoto fuori dei luoghi destinati e senza costume o mutandine decenti.” E guai non solo a stendere i panni, ma anche semplicemente farne vedere un lembo: “Nell’aggregato urbano non si possono esporre alla vista del pubblico da finestre, balconi e terrazze, abiti, biancheria, effetti letterecci e simili.”

Da oggi, segnaleremo i casi più strani che abbiamo incontrato nella nostra ricerca. Il primo riguarda la città di Vigevano (PV), dove è vietato sedersi ai piedi dei monumenti: potrebbe turbare il pubblico decoro.

E voi?

Conoscete o avete avuto esperienza di divieti assurdi?

Raccontateceli e noi li ripubblicheremo.

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