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Save the Choice intervista Scottà (EFD)

Save the Choice intervista Scottà (EFD)

Come preannunciato la scorsa settimana, dopo Bartolozzi la nostra portavoce Annalisa Chirico ha intervistato l’europarlamentare del gruppo EFD (“Europe of Freedom and Democracy”) e key rapporteur della direttiva sul tabacco Giancarlo Scottà, molto critico sul processo e sul testo in esame. Ecco cosa ci ha detto.

«Il mio giudizio sul testo di direttiva europea sul tabacco è negativo. Vince una linea proibizionista che non può portare niente di buono. Quanto alla lista positiva degli ingredienti va detto che gli ingredienti aromatici sono stati difficili da recuperare. Noi come delegazione italiana della Lega Nord abbiamo una posizione neutra che lascia alla Commissione il compito di valutare la posizione migliore. Abbiamo lottato soltanto per includere lo zucchero tra gli ingredienti consentiti, perché è impiegato nelle produzioni tabacchicole italiane».

Molto severo il giudizio dell’eurodeputato sulla tracciabilità: «a noi piacerebbe capire da dove arriva il tabacco al fine di tutelare il made in Italy-dichiara- è importante conoscerne la provenienza. Ci va bene anche la tracciabilità, già da prima che arrivi nei tabaccai».

Sulle sigarette elettroniche Scottà afferma: «la prima volta che se ne è parlato, io ne ho comprata una e l’ho fumata in Commissione. E’ stata una provocazione per far capire di che cosa parlavamo per davvero. A ogni modo, il settore andava regolamentato, non potevamo lasciare l’ e-cig al libero commercio: ho sentito che alcune di queste sono scoppiate. Comunque, non ero favorevole alla vendita esclusiva in farmacia, perché sarebbe passata l’idea che la sigaretta elettronica sia una sorta di rimedio per smettere di fumare. Invece è, tutt’al più, un palliativo. Siano gli stati membri e la Commissione a decidere».

«Per ciò che concerne il Governo italiano, io sono nella Commissione agricoltura e mi sto battendo sopratutto per la posizione italiana sulla Pac. Quanto al trilogo sulla direttiva tabacco, ci stiamo impegnando ad arginare quello che uscirà dalla commissione. Finora abbiamo perso tempo attorno a dettagli insignificanti come l’aspetto del pacchetto, il colore e il marchio. Purtroppo la mia sincera verità è che il pacchetto tradizionale con la scritta ‘il fumo nuoce alla salute’ va più che bene; i ragazzi non smettono di fumare perchè c’è un’immagine shock. La sigaretta che fumi non è un pacchetto. Quello che serve è l’educazione nelle scuole. Il proibizionismo produce fenomeni emulativi. Lo dico anche da insegnante: fino a qualche anno fa insegnavo in una scuola media e so quali sono i meccanismi psicologici che si innescano tra i ragazzi».

Infine una riflessione sui tempi della decisione sulla direttiva: «dopo la pausa natalizia saremo già in campagna elettorale per il rinnovamento del Parlamento europeo. I tempi sono molto stretti. Non so se il testo andrà in porto».

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