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Produttori o ristoratori? Lasciateci scegliere

Produttori o ristoratori? Lasciateci scegliere

Alcuni giornali hanno riportato la notizia della rinuncia di Bruxelles alla proposta di vietare la somministrazione, nei ristoranti europei, di olio contenuto in oliere anziché nelle bottiglie originali dei produttori. In Italia la norma esisterebbe già, non sempre conosciuta e applicata, ma ci si aspettava che il provvedimento fosse esteso a tutta l’Unione, con la prospettiva di allargare i nuovi divieti anche ad aceto e vino.

Da un lato ci sono i produttori di olio, che temono che sui tavoli dei ristoratori possano finire varietà contraffatte e di scarsa qualità. Dall’altro i ristoratori, che hanno convenienza ad acquistare olio in grosse quantità, da mettere poi in oliere più piccole, gradevoli e funzionali. È un danno per i consumatori, come sostiene la Confederazione Italiana degli Agricoltori che teme un aumento delle frodi? Ma qual è l’impatto della normativa, per esempio, su quegli agriturismi liguri, umbri o pugliesi che l’olio sanno produrselo da sé con eccellenti risultati?

Il problema sta nel contenuto, non nel contenitore. Nulla può impedire che un ristoratore malintenzionato, senza troppe complicazioni, riempia una bottiglia dall’etichetta pregiata con un olio scadente. Solo confezioni monodose potrebbero dare qualche garanzia, ma degradando al livello di mensa scadente il piacere di un buon pasto in qualsiasi locale.

E allora viva la scelta. Al consumatore, come sempre, la facoltà di decidere dove recarsi. Può capitare di sbagliare una volta, ma di fronte a un pessimo servizio, possiamo stare sicuri che nessun esercente durerebbe a lungo.

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