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L’obiettivo della direttiva è informare i consumatori sui rischi del fumo, non dare adito a derive proibizionistiche.

L’obiettivo della direttiva è informare i consumatori sui rischi del fumo, non dare adito a derive proibizionistiche.

Sull’andamento del trilogo, che troverà una prima conclusione la prossima settimana, la nostra portavoce Annalisa Chirico ha intervistato il deputato europeo Paolo Bartolozzi, del gruppo dei popolari. Sono molti i profili critici che ha sottolineato, dalla richiesta di chiarezza al governo alla necessità che la direttiva contemperi la libertà di scelta dei consumatori. Fino ai rischi per la nostra economia. Ecco che cosa ci ha detto

“La proposta di direttiva uscita dalla Commissione europea era molto demagogica e ancora più controversa del testo attuale, che nell’europarlamento è migliorato. Certo, rimangono alcune questioni aperte. E va tenuto presente che se non si trova un accordo tra Parlamento europeo e Consiglio entro dicembre, la direttiva passerà alla prossima legislatura. Quanto alla lista positiva degli ingredienti, credo che non passerà nel trilogo. Al massimo, si potrà prevedere un’indicazione generica senza nessuna lista vincolante. L’obiettivo della direttiva è informare i consumatori sui rischi del fumo, non dare adito a derive proibizionistiche. Tra i deputati che propugnano la ‘linea dura’ sul tabacco, ce ne sono diversi a favore della legalizzazione delle droghe leggere. E’ un controsenso. Sulla tracciabilità sono favorevole a che si preveda fino al primo acquirente, non alla prima rivendita. Sarebbero costi enormi per le imprese. Invece rendendo le sigarette tracciabili fino al primo acquirente si può garantire la lotta al commercio illecito. Non si comprende poi per quale motivo la sigaretta elettronica, una volta messa in commercio, non debba essere venduta anche dai tabaccai; davvero non si comprende. Quanto al governo italiano, finora la linea anche in seno al Consiglio non è stata né lineare né trasparente. E’ mancata limpidezza. Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin dice ogni volta una cosa diversa, non si capisce che cosa pensi. Invece sarebbe importante sostenere una linea chiara e determinata a difesa della tabacchicoltura italiana. Se passassero tutte queste norme, rischieremmo di mettere i nostri coltivatori nell’impossibilità di continuare ad operare e saremmo invasi dal tabacco del Kentucky che non è regolato da una normativa così folle”.

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