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Mister Agenda digitale è sufficiente?

Mister Agenda digitale è sufficiente?

Save the Choice ha avviato il 31 maggio una petizione per chiedere al Governo di fare presto per non perdere il treno del digitale che rappresenta una fondamentale occasione di sviluppo per il nostro Paese.
Lo scorso fine settimana è stato esaminato e approvato dal Consiglio dei Ministri, sotto la presidenza di Enrico Letta, il cosiddetto “Decreto Fare”, che prevede 80 misure urgenti per il rilancio economico del Paese.
Alcune riguardano il Digitale e sono le seguenti:

1) La nuova governance
Il decreto riorganizza e rende più snella e operativa la governance dell’Agenda digitale. Anzitutto si ridefiniscono i compiti della cabina di regia che, presieduta dal Presidente del Consiglio o da un suo delegato, presenterà al Parlamento un quadro complessivo delle norme vigenti, dei programmi avviati e del loro stato di avanzamento, nonché delle risorse disponibili che costituiscono nel loro insieme l’agenda digitale medesima.
La cabina di regia si avvale di un Tavolo permanente, composto da esperti e rappresentanti delle imprese e delle università, presieduto da Francesco Caio, nominato dal governo commissario per l’attuazione dell’Agenda digitale (“Mister Agenda digitale”).
L’Agenzia per l’Italia digitale viene poi sottoposta alla vigilanza unicamente del Presidente del Consiglio.

2) Le novità
• Domicilio digitale: all’atto della richiesta della carta d’identità elettronica o del documento unificato, il cittadino potrà chiedere una casella di posta elettronica certificata;
• Razionalizzazione dei Centri elaborazione dati (CED);
• Fascicolo sanitario elettronico (FSE): le regioni e le province autonome dovranno presentare il piano di progetto del FSE all’Agenzia per l’Italia digitale entro il 31 dicembre 2013. Entro il 31 dicembre 2014 questo sarà istituito. L’Agenzia per l’Italia digitale e il ministro della Salute dovranno valutare e approvare i progetti.

3) Wi-fi libera come in Europa
E’ stata inoltre prevista la liberalizzazione dell’accesso ad Internet, come avviene in molti Paesi europei. Resta però l’obbligo del gestore di garantire la tracciabilità mediante l’identificativo del dispositivo utilizzato. L’offerta ad internet per il pubblico sarà libera e non richiederà più l’identificazione personale dell’utilizzatore.

Si tratta di un passo in avanti, ma Save the Choice non può ritenersi soddisfatta da queste misure che si sovrappongono al lavoro del precedente governo, per il quale il Paese è ancora in attesa dei decreti attuativi, fondamentali per dare concretezza alle norme annunciate.
L’impegno di Save the Choice per lo sviluppo digitale dell’Italia resta fermo. E la nostra petizione, oggi più di ieri, acquista importanza per fare pressione sui nostri rappresentanti. Per questo ti chiediamo ancora una volta di firmare e diffondere il nostro appello. Non è più tempo di aspettare.

SLIDER digital

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