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Liberi di mangiare (o no) da McDonald’s

Liberi di mangiare (o no) da McDonald’s
di Luigi Luminati per il Resto del Carlino

Pesaro, 11 settembre 2013 – Ho sempre avuto, forse per ragioni di età, una certa diffidenza per le piazze virtuali e, soprattutto, per i social network. Facebook col passare del tempo mi pare sempre più una sorta di bar. Chi ha vissuto il periodo del bar sa bene che tra i tanti risvolti positivi l’inevitabile  discussione il più delle volte portava a risultati di povertà assoluta di idee e di capacità di ascolto. Un po’ quello che ho visto succedere in questi anni su Facebook. Ma punte di scarsa conoscenza delle istituzioni locali, dell’economia, delle regole della società, della necessaria libertà individuale toccate in un mini-dibattito sul progetto di un nuovo McDonald’s alla Torraccia lasciano più che sconcertati. Allibiti. Per diverse ragioni. Può anche essere che qualcuno non sia pratico di norme edilizie, ma non può non sapere che non spetta al Comune realizzare ristoranti o affini. Ma lo dovrebbe capire anche un bambino che un McDonald’s non può essere un’opera pubblica. Bensì un investimento privato. Lo dovrebbe capire anche un bambino che un Comune non può (e non deve, in democrazia) impedire ad un privato di investire i suoi soldi come meglio crede e di offrire a potenziali clienti  quello che vuole offrire. E mi fa specie che gli stessi che lamentano la chiusura di aziende, la mancanza di posti di lavoro si facciano beffe di un investimento internazionale (soldi che vengono da fuori) che porta benessere e posti di lavoro.
Se non capiamo nemmeno questo, siamo messi molto male. Si può eccepire che il Comune abbia in qualche modo agevolato – nell’ambito della legge – questo investimento? Certo, si può eccepire. E’ il bello della democrazia. E anche uno dei suoi limiti più evidenti, soprattutto a livello di contenuti della critica.Perché avrebbe dovuto farlo di fronte ad un privato che vuole investire fondi su questo territorio?
Ma più della palese ignoranza su chi in un sistema democratico ed in una società liberale fa certe scelte,fa paura l’idea che lo Stato totalitario debba decidere tutto. Io so cosa fa bene e perciò ti dico cosa devi mangiare, cosa non devi fumare, quello che devi fare o non fare per la tua salute. E via con i consigli che si trasformano in ordini. E via con le leggi che trasformano comportamenti da illecito amministrativo a comportamenti penali, intasando tribunali, preture e questure.
Di legge in legge, di interpretazione in interpretazione, di giurisprudenza in giurisprudenza arriveramoda una parte allo stato etico che dice ai cittadini quello che devono fare per… legge; dall’altra alla confusione all’italiana che fa dire a qualcuno che il Comune non doveva fare realizzare il McDonald’s, perché su internet c’è scritto (con sicurezza fideistica) che questo o quello fa male. Quando catene come Eataly arriveranno anche a Pesaro sarà ovviamente positivo, come e più dell’annunciata multinazionale americana. Nel frattempo godiamoci la libertà, anche quella di non andare da McDonald’sO viceversa.

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