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Innovazione vietata per legge

Innovazione vietata per legge

(quando le corporazioni si mobilitano contro i cittadini)

Innovazione, efficienza e tecnologia sono il peggiore pericolo da cui una corporazione deve difendersi, se vuole tutelare la propria rendita di posizione, e continuare a guadagnare negli anni senza alcuno sforzo di rinnovamento.
Il migliore alleato per difendersi da tutto ciò è il potere normativo delle autorità pubbliche. Come fare in modo che il sopravvento dell’informatica, della concorrenza, del principio della centralità del cliente-utente come metro del mercato non costringano le organizzazioni esistenti ad ammodernarsi o chiudere? Semplice, si crea un bel monopolio per legge, si fissano le procedure, si ostacolano le novità con l’arma letale della burocrazia.
Serve mantenere un esercito di funzionari? Si obbliga tutti quanti ad usare carte bollate per ogni pratica pubblica. Si devono tutelare potere e strutture di grandi società come quelle che gestiscono il trasporto locale su rotaia? Si assegna loro il monopolio o si costruiscono contratti di servizio pubblico dall’esito certo, e pazienza se i pendolari viaggeranno stipati. Non a loro è rivolta l’attenzione delle ditte, ma a chi gestisce il potere di assegnazione dei bandi.
Oggi in Italia, come in nessun altro paese al mondo, i cellulari hanno riempito le tasche dei cittadini. Scattano foto, ti indicano le strade, possono indicarti il negozio più vicino. Possono, insomma, semplificare la vita per un sacco di cose, come ad esempio farti risparmiare trovando il taxi più vicino o calcolando percorsi da fare insieme ad altri utenti. Se non fosse che organizzare un simile servizio è vietato. Perché mai gli attuali gestori di auto pubbliche dovrebbero provarci? Hanno il monopolio, e se qualcuno lo mette in dubbio sono pronti a bloccare tutto. ‘Prima il lavoro’, diranno, ‘lo facciamo per il tuo bene, per tutelare la qualità del servizio’. Ma è tutto il contrario, gli interessi da tutelare sono i loro. Al cliente resta solo il trattamento peggiore, l’unico disponibile, e al prezzo più alto. Nessuno spazio per merito, idee innovative, nuovi servizi e posti di lavoro.
È solo un caso, ma uguale a tanti, troppi altri: il nuovo servizio di noleggio con conducente Uber, arrivato in Italia dagli Stati Uniti e gestito, appunto, con un’applicazione per telefoni intelligenti, è stato subito portato in tribunale dalle lobby. Il sindaco di Milano, temendo il peggio, ha provveduto solerte ad annunciare un’ordinanza restrittiva.
Ma fino a quando si potrà fermare l’innovazione per legge?

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