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Il governo dei fenomeni, le libertà dell’individuo

Il governo dei fenomeni, le libertà dell’individuo

Le bottiglie di vino, birra e tutti gli alcolici saranno per la maggior parte coperte di scritte nere che elencano i rischi per la salute del consumo del prodotto. Le etichette non descriveranno i vitigni o le zone di produzione ma saranno occupate da immagini scioccanti di persone gravemente malate che vi osserveranno dal tavolo dove siete seduti per il vostro pasto.
Naturalmente sarà vietato vendere o detenere copri bottiglia o cestelli che le occultino.

I prodotti alcolici dovranno sparire dagli spot, dai film, dalla televisione. Ma anche dalla vista nella vita reale: vietata l’esposizione in vetrina e sugli scaffali. La vendita e la mescita sarà autorizzata solo in ore diurne, e vietata tra le 22 e le 6 del mattino. Sempre e comunque lontano da scuole, giardini, luoghi frequentati da minori, che non devono vederne il consumo.

Multe fino a 220mila euro per chi trasgredisce.

Tutto questo per il bene della società e soprattutto dei più giovani. ”Cerchiamo di creare una generazione forte, sana e preparata. Non vogliamo vedere i nostri giovani andare in giro ubriachi giorno e notte”, dichiarano i politici.

Questa è, più o meno, la direzione che ha preso la Turchia del governo islamico, tra le polemiche, con giustificazioni che mettono insieme aspetti sanitari e religiosi.
In Italia sarebbe difficile allontanare il vino ad almeno 100 metri dai luoghi di culto, visto che vi si trova all’interno, ma non avviene nulla di differente quando si tratta di affrontare la regolazione di altri prodotti, primo fra tutti il tabacco.
Visto che il detto proverbiale (e la realtà) ci dice che “fumare come un turco” è pratica comune in Anatolia, il nostro contrappasso riguarda proprio il consumo di sigarette.
Sostituendo la parola alcool con quella tabacco all’elenco dei divieti sopra esposti si ottiene quanto il Parlamento europeo sta proponendo con la direttiva che tra pochi mesi potrebbe abbattersi sul consumo di sigarette in tutta Europa.

Consumo di alcool e fumo hanno conseguenze per la salute conosciute e negative, così come quello di molti altri prodotti o pratiche, dalle bibite alla vita sedentaria.

È dunque comprensibile che le istituzioni si occupino di questi fenomeni. Ma un conto è farsi dettare le regole dai dogmi e dai pregiudizi culturali. Un conto è ragionare pragmaticamente sui numeri e sull’efficacia dei provvedimenti, senza scadere nel sensazionalismo o invadendo le sfere di autodeterminazione e libertà delle singole persone. Bisogna dare le cifre, essere in grado di conoscere la realtà e le conseguenze, i costi sociali, monetizzare le esternalità negative e informare, per disincentivare.
Avendo ben chiaro gli obiettivi, ma anche i giusti limiti dell’azione di governo che, sono princìpi riconosciuti dalle nostre carte costituzionali democratiche e dai testi fondamentali dell’Unione europea, hanno come confine quelli della libertà di scelta del singolo sui comportamenti che lo riguardano. Se così non fosse potremmo aspettarci di vedere regolato, un po’ alla volta, davvero ogni cosa.

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