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Il diktat della Regione: via la mortadella dalle mense

Il diktat della Regione: via la mortadella dalle mense
Al bando i cibi poco salutari dalle scuole. La giunta mette al bando anche i succhi di frutta.

Mortadella, salame, maionese, panna e patatine sono da evitare, così come anche il dado da brodo e persino i succhi di frutta. Per piadine, pizza e tortellini serve moderazione, la carne deve essere fresca e l’acqua rigorosamente da rubinetto. Le torte a merenda? Solo in occasione delle feste e guai a farcirle con crema o cioccolato. La Regione Emilia-Romagna detta il menù alle mense scolastiche e chiede di mettere al bando i cibi considerati poco salutari. Tra gli affettati e i salumi, considerati fra i prodotti emiliano-romagnoli di eccellenza, si salvano solo il prosciutto crudo magro dolce e il cotto (senza polifosfati aggiunti), oltre a lonzino magro e bresaola. La lista dei prodotti da proporre (e da evitare) nelle mense delle scuole materne, elementari e medie è contenuta nella delibera approvata dalla Giunta Errani lo scorso 10 aprile. Le «Linee guida per l’offerta di alimenti e bevande salutari nelle scuole», adottate da viale Aldo Moro, hanno proprio l’obiettivo di «contribuire alla promozione di sane scelte alimentari in tutto l’ambiente alimentare scolastico». Alle direttive devono adeguarsi non solo le mense, ma anche i bar aperti all’interno delle scuole e i distributori automatici. Nella delibera sono definiti anche gli standard nutrizionali di riferimento, ovvero: la ripartizione calorica dei pasti (per il pranzo si parla di 440-640 calorie alle materne, 520-810 calorie alle elementari, 700-830 calorie alle medie); i principali nutrienti; le grammature di riferimento; la frequenza degli alimenti a pranzo; le caratteristiche merceologiche dei diversi alimenti alla ristorazione e alla merenda. In generale, si chiede alle mense di variare il più possibile la gamma dei cibi dati ai bambini.
Stando alle linee guida della Regione, la carne (a rotazione bianca e rossa) può essere data nelle mense scolastiche al massimo due volte a settimana, così come il pesce; la pasta tutti i giorni, ma alternata tra riso, primi asciutti, brodi, passati e pasta all’uovo; una volta ogni due settimane il prosciutto; frutta e verdura (cruda o cotta) tutti i giorni; uova e formaggi una volta a settimana. Il piatto freddo, così come il piatto unico, può essere proposto non più di una volta a settimana. I metodi di cottura da preferire sono al forno, al vapore o in umido. La preferenza va data a prodotti freschi e di stagione, meglio se da agricoltura biologica, Dop, Igp o prodotti tradizionali regionali. Andando a leggere la lista dei cibi da evitare a pranzo, si trovano il pane condito e i prodotti salati da forno, i legumi in scatola, la carne congelata e confezionata (hamburger, cotolette), il formaggio fuso (come le sottilette), margarine, lardo e strutto. Richiesta moderazione per la pasta all’uovo, il tonno sottolio, le verdure surgelate e il burro. Per la merenda di metá mattina, la Regione chiede di usare solo frutta fresca di stagione (intera, a pezzi, frullata o spremuta). Una volta al mese, in occasione delle festa per tutti i compleanni del mese, «può essere proposto anche un dolce da forno di tipo casalingo: crostata con marmellata, ciambella, torta allo yogurt, alla frutta». Per la merenda del pomeriggio, invece, oltre alla frutta sono ammessi pane, cereali, prodotti da forno dolci o salati (purchè freschi), ma non più di una volta alla settimana (in estate va bene anche il gelato). Meglio se si dá ai bambini lo yogurt o il latte con un pò di miele. Al bando invece budini, formaggi freschi alla frutta, bibite dolci e gassate, tè, caffè e altre bevande energizzanti.

Articolo pubblicato dal Corriere di Bologna
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