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Fino a dove può spingersi l’intervento delle istituzioni?

Fino a dove può spingersi l’intervento delle istituzioni?

Michele Ainis si è chiesto in un editoriale sul Corriere della Sera del 13 giugno fino a che punto può spingersi l’ingerenza dello Stato: “E’ lecito che lo Stato ti protegga, non solo dagli altri, bensì pure da te stesso? Succede quando al divieto di fumo s’accompagna un interdetto per le bibite gassate, o castighi fiscali per gli obesi. Quando insomma il salutismo converte il diritto alla salute in un dovere: sicché lo Stato, per salvarti la pelle, t’impedisce di vivere. Anche in questo caso è la privacy che va a farsi benedire, non meno che durante un’intercettazione telefonica. Perché la privacy costituisce un argine contro l’invadenza dei poteri pubblici e privati, e segna quindi la linea di confine che protegge l’individuo dallo Stato protettore. The right to be let alone, dicono gli americani: il diritto d’essere lasciati soli. Anche nelle proprie scelte, nei propri stili di vita

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