Come la pensiamo

Dall’Italia all’Europa, fino agli Stati Uniti, molti sono gli esempi di provvedimenti che vengono imposti ai cittadini con l’idea di migliorarne la vita.
Riguardano l’accesso ai servizi e alle professioni, la libertà di impresa, la tutela dei prodotti. Ma non solo: leggi e direttive riguardano lo stile di vita, le abitudini alimentari, i comportamenti di consumo.
In questi casi se nelle intenzioni si vorrebbe propagandare una visione più virtuosa e legata al benessere, nella realtà
si impone per legge quello che viene indicato come il giusto modo di comportarsi, proibendo tutti gli altri.
Le frontiere più discusse di questa concezione burocratica e paternalista delle istituzioni riguardano i comportamenti
più controversi e dibattuti: in nome del benessere collettivo vengono introdotte limitazioni alle libertà individuali punendo
ad esempio chi è sovrappeso per golosità, chi fuma o chi beve. Non si tratta di condividere questi comportamenti,
ma di esprimere una visione di Stato che non entra nelle scelte, negli orientamenti, nelle preferenze dei cittadini, quando queste sono consapevoli e non coinvolgono la collettività. Noi crediamo che il compito delle istituzioni non sia quello di fare da balia ai cittadini. L’obiettivo dovrebbe essere di garantire le informazioni e i controlli necessari per poter esercitare la libertà di scelta. Tutelando le diversità e i diritti di tutti, sia delle minoranze che delle maggioranze.

Non vogliamo lasciare che il controllo delle nostre scelte limiti la nostra libertà.

Perché Save the Choice

L’idea di Save the Choice nasce dall’incontro di persone che, pur con esperienze e competenze differenti, hanno in comune la passione per l’Europa e le libertà individuali.
In un periodo di grave crisi economica e di stallo della politica italiana, siamo convinti che più che mai serva più Europa e non meno Europa. Inoltre, che si voglia o no, il 70% dell’attività legislativa deriva ormai da normative comunitarie, che incidono sul lavoro e sugli stili di vita di ciascuno.
Per questo motivo, nell’anno europeo della Cittadinanza e a un anno dal rinnovo del Parlamento Europeo, crediamo sia importante stimolare una discussione sul ruolo e sul futuro dell’Unione Europea, invitando le persone a far sentire la propria voce.
Credere nel processo di unificazione europeo, non significa però accettazione acritica di un percorso che negli ultimi anni ha portato a una crescente burocratizzazione e distanza dai cittadini. Le istituzioni devono garantire più libertà di scelta ai cittadini, assicurando informazione, trasparenza, sicurezza e concorrenza, non imponendo stili di vita e scelte calate dall’alto.
Save the Choice vuole essere un punto di informazione, di discussione e di azione a partire dalla libertà di scelta,
perché cosa produrre, acquistare, consumare riguardano la sfera personale di ciascuno di noi, così come l’accesso alle professioni e ai servizi, la tutela della privacy e delle informazioni che ci riguardano.
Parleremo di buone norme e di come, in altri casi, validi scopi di partenza possano invece produrre risultati perversi. Vogliamo far incontrare persone e organizzazioni che, come noi, pensano sia sempre necessario salvaguardare la più ampia libertà di scelta quando deriva da un comportamento consapevole che non danneggia le altre persone.