Campagna per l’Agenda Digitale

IPER REGOLAMENTAZIONE E RITARDI FRENANO LE OPPORTUNITA’ DEL DIGITALE.
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Premessa

Normative obsolete e iper-regolamentazione creano una barriera alle potenzialità dell’innovazione digitale nel nostro Paese, alla creazione di nuove imprese e di nuovi posti di lavoro. Lo sviluppo di una vera infrastruttura digitale aumenta le opportunità di informazione, di partecipazione e di espressione dei cittadini, favorisce il dialogo e il confronto tra le istituzioni, amplia l’accesso ai servizi e semplifica l’iter per aprire un’impresa. In una società digitale, basata sull’innovazione e sulla trasparenza dei dati e delle procedure delle pubbliche amministrazioni, i cittadini possono essere protagonisti della partecipazione, nel processo decisionale e nel controllo democratico. Per questo motivo Save the Choice promuove una petizione per chiedere al Governo un forte impegno politico a superare le resistenze al cambiamento presenti negli apparati burocratici.

Situazione

Il ritardo dell’Italia nell’innovazione tecnologica è fotografato da diverse ricerche: nel rapporto “Global Information Technology Report 2013” del World Economic Forum, l’Italia occupa il cinquantesimo posto su 144 paesi monitorati. Tra i 16 e i 74 anni poco più del 60% dei cittadini sono in grado di utilizzare un computer per operazioni base, meno di tutti gli altri Stati europei, tranne Grecia, Bulgaria e Romania. Secondo il rapporto sopracitato, negli ultimi due anni la rivoluzione digitale ha creato nel mondo e fatto crescere il PIL di 193 miliardi di dollari. Un aumento del 10 per cento dell’indice di digitalizzazione di un Paese porta a una crescita dello 0,75 per cento del PIL pro capite, con la diminuzione dell’1,02 per cento del tasso di disoccupazione.

Petizione rivolta al Governo Italiano

L’attuazione dell’Agenda digitale è una grande opportunità per il nostro Paese dal punto di vista economico e sociale. Rappresenta la vera manovra di politica economica in grado di determinare le condizioni strutturali per procedere alla riduzione delle tasse, mettere sotto controllo la spesa pubblica, semplificare e dare trasparenza alle procedure e ai risultati, offrire nuovi stimoli alla crescita dell’economia. Per affrontare le grandi sfide sociali si deve dare al processo di digitalizzazione del Paese il valore di un progetto strategico, centrato sulla promozione della cultura della trasparenza e del coinvolgimento dei cittadini. Per questo sosteniamo un vasto programma di cambiamento della Pa e dei suoi rapporti con i cittadini e le imprese, di alfabetizzazione digitale di quelle fasce della popolazione ancora escluse, di formazione digitale dei lavoratori, di spinta verso l’Internet Economy e di una regolamentazione più semplice e accessibile, che superi le resistenze al cambiamento presenti negli apparati burocratici.

Il Decreto Crescita 2.0, ha introdotto una serie di misure importanti, che necessitano urgentemente di essere compiute con i decreti attuativi.

Chiediamo al Governo un forte impegno politico per riuscire a superare le resistenze al cambiamento presenti negli apparati burocratici.

In particolare chiediamo al Governo:

  1. 1)  di adottare misure concrete contro la iper regolamentazione e gli eccessi burocratici che creano una barriera al dispiegamento dell’innovazione nel nostro Paese;
  2. 2)  di procedere speditamente all’attuazione delle recenti norme sull’Agenda Digitale e del Codice dell’Amministrazione Digitale, accelerando l’interoperabilità fra le Pubbliche Amministrazioni sia a livello normativo che organizzativo e di governance come stabilito dall’European Interoperability Framework
  3. 3)  di sostenere un piano nazionale per la razionalizzazione e modernizzazione delle risorse strategiche del Paese per sviluppare una infrastruttura digitale nazionale a banda larga;
  4. 4)  di promuovere e incoraggiare lo sviluppo della società digitale e di internet per non lasciare indietro nessuno a partite dalle persone diversamente abili che devono essere messe in grado di usufruire delle tecnologie informatiche.
  5. 5) Di proseguire nel cammino tracciato dal decreto trasparenza, sostenendo adeguatamente gli interventi necessari per l’effettiva apertura dei dati a disposizione di tutti gli enti pubblici, e impegnandosi nella riforma del diritto di accesso alle informazioni della PA nella direzione di un vero ‘Freedom of information act’ italiano.
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