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Avellino: vietato bere, giocare. Quale sarà il prossimo divieto?

Avellino: vietato bere, giocare. Quale sarà il prossimo divieto?

Cambiano i sindaci ma restano i divieti bizzarri. Siamo ad Avellino, comune campano, dove pochi giorni fa si è insediato il nuovo sindaco, raccogliendo l’eredità di un commissario prefettizio subentrato a una giunta dimissionaria. Ebbene il tempo sembra essersi fermato e nulla sembra essere cambiato se guardiamo all’ultima ordinanza prima delle elezioni e alla prima ordinanza dopo le elezioni.

Il commissario aveva infatti salutato la cittadinanza vietando il consumo di alcolici nel weekend. L’ordinanza recita:

«dal 15 giugno al 20 settembre, dalle ore 24,00 alle ore 7,00 del mattino seguente, nelle giornate di venerdì – sabato – domenica, di consumare in luogo pubblico e/o di uso pubblico (marciapiedi, strade, piazze, giardini pubblici e aree verdi in genere, parchi, vicinanze istituti scolastici e parcheggi pubblici) bevande alcoliche e di qualsiasi gradazione, nonché di abbandonare, nei medesimi luoghi, qualunque contenitore vuoto di bevande o di alimenti».

Qui l’intera vicenda riportata da un media locale e qui le giuste critiche di chi sostiene che “sarebbe più maturo prendercela col fatto questa città è diventata un posto poco accogliente per i giovani e che, invece di fare ordinanze per vietare, dovremmo tutti interrogarci sulla città in cui stiamo facendo crescere le nuove generazioni”.

Un appello rimasto inascoltato dal momento che il nuovo sindaco ha inaugurato il suo quinquennio con quella che è già stata rinominata “Ordinanza Super Santos”, dal popolare pallone simbolo delle generazioni più giovani. Tra le polemiche che si sono già inevitabilmente scatenate, il sindaco ordina:

«il divieto, in Corso Vittorio Emanuele, Corso Europa, galleria Via Mancini civ. 52, Piazzetta Amedeo Guarino (in sintesi tutto il centro città, ndr), di praticare giochi di qualsivoglia genere, che possano arrecare intralcio, disturbo o danni ai beni pubblici o privati o costituire pericolo per il transito pedonale».

Il mancato rispetto dell’ordinanza implicherà una sanzione amministrativa che partirà dai 25 a 500 euro e “la confisca del pallone e/o attrezzatura utilizzata per giocare”. Immaginiamo già la scena del vigile che bloccherà un pericoloso bambino intento a delinquere battendo un calcio di punizione. Non sappiamo però ancora cosa risponderà il vigile al pericoloso bambino quando, come un Fabio Cannavaro in una celebre pubblicità d’antan, gli dirà:” Capo, c’o putit’ rà u pallon ià…p piacere”. Vale a dire: “Signore, ci potrebbe restituire il pallone? Per favore”

Qualche anno fa un’ordinanza simile era entrata in vigore a San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli, dove si vietava di giocare a pallone in strada, se non con una palla di spugna. Il sindaco chiese proprio a Cannavaro di fare da testimonial per dare sostegno all’iniziativa. E l’ex capitano della nazionale rispose: “Se fosse stato così quando io da bambino giocavo a Fuorigrotta non avrei mai vinto la Coppa del Mondo”. Non l’avrebbe vinta lui, non l’avrebbe vinta nemmeno l’Italia.

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