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Admo, donazioni bloccate per colpa della burocrazia

Admo, donazioni bloccate per colpa della burocrazia

Continua ad essere in bilico il destino dei donatori di midollo osseo in regione. Da oltre un anno i prelievi di sangue necessari per inserire i volontari nella banca dati dei donatori sono bloccati a causa di una legge europea recepita a livello nazionale, che ha complicato la procedura di tipizzazione, ovvero di mappatura genetica, necessaria per riscontrare un’eventuale compatibilità.
In tutto il territorio europeo i test devono essere in alta definizione, comprendendo tutti e quattro i livelli di analisi necessari e non i primi due come un tempo, e in Trentino questa procedura avanzata ha comportato un sostanziale blocco dei prelievi e di conseguenza di eventuali donazioni.

Sarebbero oltre 650 gli aspiranti donatori che sono in attesa del test di tipizzazione, il cui destino dipende da un accordo fra Azienda sanitaria e Admo al quale si è tentati di giungere ieri. «Stiamo lavorando su questa situazione- hanno confermato dall’Azienda sanitaria – ma al momento non possiamo dare delle tempistiche certe di intervento». Due le soluzioni possibili: adeguare i laboratori che attualmente effettuano i prelievi alle nuove tipologie di analisi o inviare i campioni fuori regione, appoggiandosi a centri che effettuano un numero di esami più alto.

L’Azienda sanitaria ha comunque garantito che farà ripartire i prelievi, finanziando le procedure. Visto che però si riuscirà a effettuarne circa 200 all’anno, serviranno almeno due anni per smaltire gli arretrati e far iniziare a donare i pazienti nuovi, anche considerando il contributo che dovrebbe stanziare Admo, pari a 35 mila euro per circa 100 test in più all’anno. Sarà anche acquistata u n’apparecchiatura nuova per snellire il lavoro. «Speriamo davvero di far ripartire i prelievi- ha sottolineato la vicepresidente di Admo Trentino Ivana Lorenzini- è difficile spiegare agli aspiranti donatori che devono aspettare delle procedure burocratiche per potersi rendere disponibili, e anche se ci sono diverse motivazioni che possono influire su questi ritardi sicuramente l’adeguamento alla nuova legge è un grosso scoglio». Ad essere carenti non sarebbero le strutture trentine, ma i fondi: i nuovi test sono molto costosi e i centri più piccoli vengono penalizzati da costi esorbitanti a carico delle regioni. Il problema non è solo locale, in Piemonte e Lombardia sono più di mille i donatori nel limbo, e la situazione a livello nazionale continua ad essere nebulosa. Nelle liste della banca dati internazionale continuano insomma a mancare i donatori trentini, mentre i malati che necessitano di un trapianto di midollo continuano, purtroppo, ad aumentare.

intervista tratta da Trentino
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