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Abrignani (FI) a STC: “Il governo abbia più coraggio in Europa”

Abrignani (FI) a STC: “Il governo abbia più coraggio in Europa”

La direttiva europea sul tabacco si occuperà anche di e-cig, prodotto di stretta attualità nel dibattito nazionale. Sul tema, ma non solo, la nostra portavoce Annalisa Chirico ha intervistato il deputato di Forza Italia Ignazio Abrignani, vicepresidente della Commissione Attività produttive. Il quale condivide la nostra battaglia per la libertà di scelta.

“Il tema principale del quale mi sono direttamente interessato e di cui mi sto occupando con particolare attenzione in questi ultimi mesi è quello delle sigarette elettroniche, su cui a livello nazionale ho presentato un disegno di legge che mira alla sua regolamentazione. I parlamentari europei italiani che aderiscono al PPE hanno dimostrato, in più di un’occasione, la ferma contrarietà a proposte tali da impattare negativamente sulle coltivazioni di tabacco, italiane ed europee. Sia durante i lavori nelle Commissioni pertinenti sia in occasione della seduta Plenaria dello scorso 8 ottobre, gli europarlamentari italiani del PPE hanno votato contro ipotesi normative miranti a regolamentare l’uso degli ingredienti attraverso l’adozione di liste positive o negative che lasciano totale discrezionalità alla Commissione Europea nella scelta dell’utilizzo di ingredienti. Florenz per di più si è fatto promotore di emendamenti atti ad aggirare l’opposizione alla ‘lista positiva’, vista la contrarietà di molti parlamentari e del Consiglio, addirittura arrivando a proporre di bandire tutti gli ingredienti che dopo la combustione sono dannosi: ma come è evidente, qualsiasi cosa dopo la combustione è dannosa per la salute! Questo avrebbe messo a repentaglio anche gli ingredienti tecnici necessari per la normale lavorazione del tabacco, con le gravi conseguenze su tutta la filiera della tabacchicoltura, italiana ed europea.

Come ho già dichiarato nei giorni scorsi, ci risulta che la Commissione vorrebbe di fatto bandire la vendita di sigarette elettroniche come prodotti di consumo se il livello di nicotina è al di sopra di 20 mg/ml e vietare tutti gli aromi, compresi quelli al tabacco, fondamentali per attrarre i consumatori dei prodotti tradizionali più dannosi rispetto alle e – cig.

Tali orientamenti, oltre ad essere stati già respinti attraverso il voto del Parlamento Europeo, appaiono eccessivamente restrittivi, sia in un’ ottica di prevenzione e salvaguardia della salute pubblica, sia nei confronti di uno dei pochi mercati che attualmente registra un trend positivo e che offre valide opportunità occupazionali. auspico dunque che le istituzioni italiane e, in particolare il Ministero della Salute, tutelino in sede europea la posizione e le disposizioni specifiche espresse dal voto dell’Europarlamento, in primis ammettendo la vendita di sigarette elettroniche non come prodotti farmaceutici se i livelli di nicotina sono inferiori a 30 mg/ml, in quanto limitare i canali di vendita a quello farmaceutico di tutti i prodotti con livelli di nicotina superiori a 20 mg/ml equivarrebbe all’ eliminazione dal mercato della maggior parte dei prodotti attualmente in commercio. Ritengo che le cosiddette sigarette elettroniche possano avere un ruolo fondamentale nelle politiche di salute pubblica, visto il loro potenziale di riduzione del danno rispetto ai tradizionale prodotti del tabacco. E’ importante favorire una regolamentazione chiara sul tema, che tuttavia non ne impedisca l’uso quale alternativa meno dannosa rispetto alle sigarette o agli altri prodotti tradizionali. Una regolamentazione di tipo farmaceutico, in quest’ottica, creerebbe troppi limiti e rischierebbe di vanificare gli sforzi che mirano a ridurre i danni causati dal fumo.

Tracciare i prodotti del tabacco è fondamentale, proprio per assicurare una migliore lotta al relativo commercio illecito. Ritengo che una regolamentazione di questo tipo debba tenere conto di due fattori: prima di tutto l’esperienza degli addetti del settore, che già da anni lavorano a soluzioni all’avanguardia per assicurare una efficace tracciabilità dei prodotti: in questo, l’Italia è tra i paesi in prima linea. Inoltre, è opportuno legare la regolamentazione europea al Protocollo internazionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sull’eliminazione del commercio illecito dei prodotti del tabacco.

Il governo italiano ha assunto una posizione netta su tutte le tematiche. In occasione dell’ultimo Consiglio UE dei Ministri della Salute, l’Italia ha giocato un ruolo di primo piano.

Sono certo che anche in occasione del Consiglio della prossima settimana l’Italia continuerà a sostenere con forza una posizione equilibrata, che contempera i primari obiettivi di salute pubblica con le esigenze del tessuto economico e sociale della filiera.

Il Trilogo ha il compito di trovare il giusto compromesso se le posizioni assunte dai due organi legislativi europei, il Parlamento Europeo e il Consiglio dei Ministri UE, sono divergenti. Pertanto è opportuno che si prendano in considerazione, con giudizio, le diverse posizioni votate dai due organi e si lavori per un compromesso equo.

Oggi buona parte della legislazione che applichiamo in Italia proviene dall’Europa.

Seguo con attenzione l’iter della Direttiva sui Prodotti del Tabacco proprio perché oggi in Italia stiamo discutendo su norme in materia di sigarette elettroniche che nel giro di qualche mese potrebbero essere in conflitto con quanto deciso in sede europea e dovranno essere oggetto di revisione.

L’Italia storicamente ha sempre avuto un ruolo importante, riuscendo su diversi dossier a far sentire la propria voce, ed anche nel caso della Direttiva sui Prodotti del Tabacco il nostro paese ha agito con determinazione e coerenza, riuscendo a bilanciare bene gli obiettivi sanitari con le necessità economiche e sociali del territorio e della filiera.

In tal senso, ritengo si debba fare di più per rendere visibile questo sforzo: alimentare il dibattito pubblico serve anche a rendere i cittadini parte del processo normativo. Ad esempio, non tutti sanno che prima dell’avvio di qualsiasi procedura legislativa, a livello europeo è lanciata la cosiddetta “consultazione pubblica”, che fornisce l’opportunità ai cittadini di dire la propria su una determinata area sulla quale si vuole intervenire da un punto di vista legislativo.

In ogni caso ritengo che il Governo dovrebbe avere più coraggio in Europa e farsi sentire soprattutto sui vincoli economici, che così come sono, stanno opprimendo la nostra economia e i cittadini italiani.

Come appena detto, credo che gli strumenti per i cittadini e le associazioni esistano, ma occorre rendere maggiormente consapevoli i cittadini che la loro voce in Europa può contare davvero”

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